Ci sono dinosauri nella galassia di STAR WARS?

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Da poco è passato il quattro maggio, lo Star Wars Day, e quale modo migliore di celebrare questa saga senza tempo se non con una carrellata di alieni chiaramente ispirati alle creature preistoriche del nostro di pianeta! Ovviamente nessuna delle specie aliene che vediamo nei film è un dinosauro, nè tantomeno un animale preistorico, tuttavia in molti casi l’ispirazione è palese e saranno proprio queste le creature che prenderemo in considerazione. Quindi allacciamo le cinture e pronti al salto nell’iperspazio tra tre, due, uno…

Mostro acquatico Sando: si tratta di una creatura enorme che raggiunge anche i duecento metri di lunghezza. Nelle immagini ufficiali assomiglia ad un misto tra un anfibio e un notosauro. Ma nella scena in cui compare in Episodio I la somiglianza con le vecchie raffigurazioni dei teropodi di metà 900 è evidente.

Vurk: in Episodio II per la prima volta sul grande schermo si vedono ben più più di due jedi attivare le spade e combattere nell’epica scena dell’arena di Geonosis. Tra i tanti che appaiono si vede quello che è letteralmente un Parasaurolophus umanoide. Questa specie aliena in Star Wars si chiama vurk, la loro caratteristica principale è la cresta sulla testa che cresce per tutta la vita. Anche nei Parasaurolophus la cresta cambiava nel tempo: alla nascita era appena abbozzata per poi assumere nel tempo la classica forma a tubo. Altra peculiarità dei vurk è quella di avere mani con sole tre dita, paradossalmente in Parasaurolophus la mano aveva quattro dita. Non si sa però se in vita queste potessero sembrare di meno come nel caso di Edmontosaurus, infatti grazie ai resti di mummie ora si sa che nel suo caso terzo e quarto dito erano uniti insieme a formare uno zoccolo.

Varactyl: nome a parte che è un misto tra varano e pterodattilo il motivo principale per cui questo alieno fa parte di questa lista non ha a che fare con il suo aspetto da lucertolone. I varactyl sono delle cavalcature rettiloidi che appaiono in episodio III capaci di aderire alle pareti rocciose grazie ai loro piedi da geco. Su testa e corpo ci sono quelle che sembrano piume e la testa è dotata di un becco ad uncino vagamente da rapace o pappagallo. Anche se oggi l’associazione di becco e piume è una prerogativa dei soli uccelli non è stato sempre così. Nel mesozoico erano presenti sia nei rettili volanti che nei dinosauri. E sebbene la maggior parte dei dinosauri piumati di cui si hanno prove fossero carnivori bipedi, non mancano gli erbivori e nemmeno gli erbivori quadrupedi dotati di becco. Con un pò di fantasia non è difficile sostituire alla cresta di piume del varactyl il collare osseo del cranio di un ceratopside come Protoceratops. In più secondo alcuni studiosi i fossili di Protoceratops potrebbero aver compartecipato alla nascita del mito del grifone, un’altra creatura immaginaria dotata di becco e piume.

Tiss-shar (?): nella seconda puntata della serie “Kenobi” compare un cacciatore di taglie alquanto singolare di nome Tredgar Volk. Ora nella galassia di Star Wars esiste già una specie aliena umanoide con caratteristiche rettiliane che tra le sue fila annovera uno dei più celebri cacciatori di taglie, ovviamente stiamo parlando dei Trandoshani e di Bossk nello specifico. Ma nel caso del personaggio visto nella serie si può notare che i tratti rettiliani, anzi dinosauriani sono molto più spinti, e la somiglianza con i Velociraptor di Jurassic Park/World è palese. Inoltre al momento le fonti ufficiali non riportano la specie aliena, cosa che in genere non avviene se questa è nota, a maggior ragione se si trattasse di una di quelle più famose dagli albori di questa saga. Tuttavia in opere cartacee non più canoniche c’erano i Tiss-shar, anche loro letteralmente dei Velociraptor di Jurassic Park antropomorfi che combaciano perfettamente col nostro cacciatore di taglie. Nel canone attuale questa specie è solo menzionata in “Star Wars: Smugglers’s Guide” del 2018 ma non si sa niente del suo aspetto, quindi al momento l’identificazione è tutto fuorchè certa. Inutile dire che il design dei Velociraptor dei film della saga Jurassic al giorno d’oggi è alquanto obsoleto ma il loro aspetto iconico ha indubbiamente lasciato il segno anche nella galassia lontana, lontana.

Drago Krayt: nel folklore di Star Wars questo nome non si riferisce ad una sola specie ma è una denominazione comune per tutta una serie di gigantesche creature rettiloidi più o meno serprentiformi in genere carnivore e velenose che risiedono sul pianete di Tatooine. Nei prodotti live action vediamo due volte un drago Krayt. La prima apparizione, sicuramente meno memorabile ma più interessante per l’argomento che stiamo trattando è in episodio IV. Lì tra le dune tra un lamento e l’altro di C3PO si intravedono le ossa di un Krayt maggiore. Se si esclude il cranio, che è stato modellato ad hoc per il film, il resto delle ossa, le vertebre, sono una replica di quelle del dinosauro Diplodocus. Purtroppo non si vede mai l’aspetto di questa specie di Krayt in vita in nessun media del canone attuale, ma nell’ universo espanso (Legend) ha vagamente l’aspetto di un sauropode per l’appunto. Inoltre, esiste una controparte reale per questi enormi scheletri serpentiformi nel deserto. In Egitto il sito UNESCO di “Wadi al Hitan” è cosparso di scheletri di balene fossili. Queste balene però non sono simili a quelle moderne, si tratta infatti di basilosauridi, una famiglia che comprendeva animali predatori lunghi anche diciotto metri e che inizialmente furono classificate come rettili, infatti Basilosaurus significa “re lucertola”. La seconda apparizione di un drago Krayt avviene nella serie “The Mandalorian”. In questo caso non conosciamo con precisione la specie e nella puntata è mostrata solo la testa dell’animale di cui però ci sono immagini ufficiali a figura intera. Dal punto di vista paleontologico non c’è molto da dire su questa variante che è un’amalgama di una lucertola, un serpente e uno squalo goblin cresciuta a dismisura e dotata di fin troppe zampe.

Dewback: altre creature rettiloidi che fanno da cavalcature in episodio IV e vivono sul pianeta desertico di Tatooine. Salvo le dimensioni l’altra caratteristica che li distingue da un rettile generico e li avvicina ai dinosauri sono le zampe che non sporgono lateralmente ma sono poste sotto il corpo. Sembra una cosa di poco conto, ma è stato l’elemento chiave per permettere ai dinosauri di diventare giganteschi visto che la massa corporea viene scaricata direttamente a terra con questa configurazione degli arti.

Tauntaun: siamo arrivati ad episodio V e poteva non mancare un’altra cavalcatura dinosauresca? Ovviamente no! I tauntaun sono questi animali chiaramente frutto dell’unione di un dinosauro e un canguro e adornati di corna e folta pelliccia per resistere al freddo polare del pianeta ghiacciato Hoth. Curioso notare che se ai tempi della loro ideazione, il film è uscito nel 1980, l’idea di un dinosauro “peloso” che vive in climi rigidi era qualcosa di relegabile per l’appunto alla fantascienza, oggi è una realtà praticamente accertata. Sono molteplici i generi di dinosauro che siamo certi vivessero in zone dove in inverno era presente neve e ghiaccio ed è sicuro che siano esistiti dinosauri piumati anche più grandi dei taintain della galassia lontana, lontana.

Blurrg: abbiamo capito che ai personaggi di Star Wars piace farsi trasportare da dinosauri. Così ecco che nella prima stagione di The Mandalorian abbiamo l’ennesimo esempio. I blurrg sembrano un incrocio grottesco tra un Tyrannosaurus, un pesce abissale e pacman. In realtà la prima apparizione di queste creature sgraziate risale alle serie animate, in particolare a “The clone wars”, che però non analizzeremo in questo articolo. Curiosamente nel libro “The new dinosaurs” del 1988, che tratta di come si sarebbero potuti evolvere i dinosauri se non si fossero estinti, come discendente dei tirannosauri inserisce una creatura che, forma “compressa” a parte, ricorda parecchio i blurrg. Ovviamente ricordiamo che gli uccelli sono dinosauri quindi quando si parla della loro estinzione ci si riferisce a tutti gli altri.

Mudhorn: stavolta i dinosauri non hanno nulla a che fare con questa creatura. Il mudhorn è praticamente un rinoceronte dotato di folta pelliccia e un lungo corno. Ora è il caso di dire che in questo caso la realtà ha ampiamente superato la finzione. Fino a poche decine di migliaia di anni fa, l’altro ieri in termini geologici, esistevano ben due specie di rinoceronti pelosi entrati a far parte della cultura popolare. Uno è il rinoceronte lanoso del genere Coelodonta, imparentato con i moderni rinoceronti di Sumatra. Ma la vera controparte reale di mudhorn era l’Elasmoterio, una bestia colossale che si riteneva avesse un singolo ed enorme corno. Tuttavia, visto che i corni dei rinoceronti sono fatti di cheratina, e che quindi tendono a non fossilizzarsi non abbiamo la certezza che il nostro unicorno gigante dell’era glaciale in vita fosse proprio come lo si ricostruisce classicamente. Negli ultimi anni si è anzi affermata un’interpretazione alternativa in cui il corno è stato sostituito con una sorta di bozzo. Neanche a farlo apposta un’evoluzione iconografica simile l’ha avuta il dinosauro Pachyrhinosaurus.

Sand bat: nel canone attuale ha l’aspetto di un rettile volante ed è molto diverso da quello che si vede nei videogiochi di “The Old Republic”, dove appare per la prima volta, in cui più ricorda un pipistrello per l’appunto. Il design che si vede in “The book of Boba Fet” è palesemente ispirato a Dsungaripterus e perfino le ali sono da pterosauro: si vedono chiaramente le manine con tre dita e poi il quarto a formare il resto dell’ala. Anche la postura sulle sole zampe posteriori, ovviamente senza stare appesi, è impraticabile per gli odierni mammiferi volanti ma si ritiene possibile per i dominatori dei cieli della preistoria.

Dinosaur Turtle: sarà che Jon Favreau prima della terza stagione di “The Mandalorian” ha lavorato anche a “Prehistoric Planet” ma fatto sta che nella puntata intotolata “L’ apostata” vediamo questo enorme mostro dal corpo di tartaruga azzannatrice, e le concept della puntata mostrano che inizialmente l’ispirazione non doveva essere limitata a quello, ma dalla testa che prende a piene mani da mosasauri e Dakosaurus. Infatti anche se questo vero e proprio kaiju fa un agguato proprio come un coccodrillo moderno la forma della testa è chiaramente diversa: non è bassa e allungata con gli occhi che spuntano sulla sommità, ma alta e schiacciata trasversalmente e gli occhi sono più in basso. Questo è paradossale da un punto di vista ecologico perchè una tale conformazione del cranio è tipica di un animale nuotatore che insegue le prede in acqua più che di un predatore da agguato che ghermisce il suo ignaro pasto dalla riva, ciononostante siamo in Star Wars e quindi va benissimo così! Tra l’altro Dakosaurus era un animale marino imparentato con gli odierni coccodrilli e questo fa capire quanto fosse variegato questo gruppo che oggi spesso si legge essere immutato dalla preistoria. Ah ovviamente anche se c’ è “dinosaur” nel nome questa “tartaruga” non ha nulla a che fare con i dinosauri.

Shriek-hawk: altro miscuglio tra vari animali. Questi “falchi” appaiono nella terza stagione di “The mandalorian” e sono predatori assai pericolosi. Nella puntata si vedono sia un adulto che i suoi pulcini. Il mostro è un’amalgama di caratteristiche di pipistrelli, dinosauri e pterosauri. A dirla tutta ricordano molto i Dimorphodon che appaiono in “Jurassic World” anche se in questo caso la controparte filmica è decisamente poco fedele a quella reale. La testa dello Shriek-hawk ha sicuramente alcuni dettagli che rimandano al cranio di un rapace, ma nell’insieme non può non ricordare le vecchie statue di dinosauri a grandezza naturale spesso anche un pò deformi che si vedono nei parchi per bambini. Nell’universo di Star Wars una versione stilizzata della sagoma di questa creatura che si lancia in picchiata è il simbolo del clan Vizla.

Trinitaur: creatura di proporzioni titaniche che vive sulla superficie del pianeta Mandalore. Il suo debutto è nella settima puntata della terza stagione di “The mandalorian”. Purtroppo lo si vede per pochi secondi e non c’è mai una visione d’intero ma da quel poco che si può scorgere sembra che corpo e coda somiglino a quelle di un anchilosauro extra large, mentre la testa ha dei vaghissimi richiami a quelle di Carnotaurus, potrebbe essere questo il motivo del nome? Nella serie lo si vede distruggere una nave con un pesante colpo di coda dato dall’alto verso il basso. Studi compiuti sulla mazza degli anchilosauri indicano che la mobilità verticale doveva essere invece abbastanza limitata e con ogni probabilità veniva utilizzata con ampi movimenti di spazzata orizzontali.

Mitosauro: malgrado il nome faccia presagire che si tratti di una sorta di dinosauro e nonostante il suo ruolo importantissimo nella lore di Star Wars al momento non è possibile classificarlo in alcun modo. Da quella fugace scena in cui viene inquadrato l’occhio nel finale della terza stagione di “The mandalorian” pare una creatura rettiliana e si sa che è di una stazza notevole. Le raffigurazioni del suo cranio che mostrano per bene il capo dell’animale in vita non sono di grande aiuto, anzi, fanno solo capire che la testa è decisamente strana e non combacia con nessun animale in particolare. In “The Bounty Hunter Code” c’è una sua immagine a figura intera che è riconducibile ad un dinosauro generico, ma questo libro non è più canonico e il cranio non combacia con quello che si vede in live action, quindi ci toccherà continuare ad aspettare.

Per ora è tutto, ma ci sono tantissime altre creature non analizzate che appaiono esclusivamente nelle serie animate, senza contare il materiale cartaceo e i nuovi prodotti in live action di prossima uscita. Quindi state pur certi che il materiale per nuovi articoli sull’argomento non manca di certo e che continuerà ad esserci sempre un pò di preistoria nella galassia lontana, lontana…

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