YANGCHUANOSAURUS SHANGYUENSIS & YANGCHUANOSAURUS MAGNUS (PNSO, 2023)

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Yangchuanosaurus può essere considerato una sorta di “animale simbolo” di PNSO: a parte l’onnipresente Tyrannosaurus, infatti, è il dinosauro di cui sono state realizzate più versioni: il set “Dayong the Yangchuanosaurus and Xiaobei the Chungkingosaurus” nella Dinosaur Museum Series (di cui potete leggere la recensione qui), il busto in finto bronzo nella Desktop Series, una miniatura all’interno del set “Seven Little Dinosaurs” in collaborazione con il servizio postale cinese (rilasciata in seguito anche come modello singolo, con una colorazione differente) e infine i due modelli protagonisti di questa recensione, “Dayong the Yangchuanosaurus shangyouensis” e “Dapeng the Yangchuanosaurus magnus”. Il fatto che sono stati rilasciati a circa un mese l’uno dall’altro è una delle ragioni (ma non l’unica) per cui si è deciso di trattarli in un unico articolo.

Il fossile – non completo, ma in buono stato di preservazione – di Yangchuanosaurus shangyouensis (CV 00215) è stato ritrovato nel 1976 e descritto nel 1978 da Dong, Zhang, Li and Zhou, mentre i resti più frammentari di Yangchuanosaurus magnus (CV 00216) sono stati scoperti nel 1973 ma descritti solo dieci anni dopo da Dong, Zhou e Zhang. Gli autori lo distinguono dalla specie tipo sulla base delle dimensioni (Y.shangyouensis misura 7 – 8 metri, Y.magnus si attesta sulla decina), su una finestra supplementare nella finestra anteorbitale di Y.magnus mentre nella stessa area Y.shangyouensis presenta solo una fossa, e altri tratti, ma altri studiosi (Carrano et al, 2012) hanno criticato questa distinzione sostenendo che i tratti usati (ad esempio, la presenza di un forame all’estremità posteriore della mandibola in Y.shangyouensis ma non in Y.magnus) sono soggetti a variazione durante lo sviluppo (ontogenesi) dei teropodi, tra un esemplare e l’altro e perfino tra lato destro e sinistro di uno stesso animale, oppure sono stati codificati erroneamente, ritenendo quindi Yangchuanosaurus magnus un esemplare più maturo di Yangchuanosaurus shangyouensis. Considerata la tendenza di PNSO allo splitting (vale a dire, a separare, in caso di dubbio, le specie piuttosto che unirle) non sorprende che abbiano mantenuto questa distinzione. È doveroso notare che non ci sono differenze visive tra i due modelli tali da dire che appartengono a due specie diverse e – anzi – in colore e ornamentazioni sono piuttosto simili e si può senza problemi ritenerli due esemplari della stessa specie, uno più maturo dell’altro. PNSO ha fatto la stessa cosa con il suo Nanotyrannus rispetto a Tyrannosaurus, mentre Torosaurus e Triceratops – che stando a PNSO sono due generi distinti – sono diversi sia in morfologia che colorazione.

Dayong ha fatto notizia, alla sua uscita, perché è il primo teropode PNSO da tre anni a questa parte a presentare tessuti extraorali a copertura dei denti (quelle chiamate “labbra”, insomma). Alcuni dei primi modelli PNSO della Dinosaur Museum Series (Yangchuanosaurus e Giganotosaurus), infatti, non avevano i denti visibili quando la bocca era chiusa. Da allora però, forse influenzati dal paper di Carr et al. 2017, tutti i teropodi PNSO hanno mostrato un sorriso tutto denti, con Zhao Chuang che all’interno dei video esplicativi spiegava dettagliatamente le sue argomentazioni per cui riteneva che fosse la scelta corretta. Nel marzo del 2023, però, un paper di Cullen et al. ha portato prove a sostegno del fatto che i teropodi avessero invece le cosiddette labbra. Il 2023 di PNSO è costituito quasi solo di teropodi, e tutti questi mostravano denti scoperti, alimentando l’idea che PNSO fosse rimasta salda sulle sue idee. E invece Yangchuanosaurus, esattamente come il suo predecessore nella Dinosaur Museum Series, aveva le labbra. PNSO ha giustificato questa sua scelta affermando che, quando Yangchuanosaurus ha la bocca chiusa, la mascella è relativamente dritta, mentre la mandibola curva come una scodella, lasciando uno spazio tra denti superiori e inferiori che ricorda più una lucertola che gli altri teropodi. A prima vista è una spiegazione convincente, ma a questo punto avrebbe dovuto fare lo stesso con il “Sinraptor hepigensis” uscito lo scorso anno, visto che si tratta di animali piuttosto imparentati fra loro e che presentano una morfologia simile. Inoltre, il successivo teropode PNSO è stato l’Allosauroide Saurophaganax… del quale non sono noti resti cranici adeguati. Non esiste quindi ragione per rappresentarlo diverso dal modello di Allosaurus rilasciato nel 2020, se non la volontà di non presentare come datati i propri modelli precedenti. Una strategia magari non condivisibile, ma comprensibile.

La nuova articolazione delle labbra funziona piuttosto bene, con i denti parzialmente nascosti all’interno del tessuto gengivale e solo un millimetro circa che resta scoperto quando la bocca è chiusa. Un limite tecnico, probabilmente, e meno evidente nella realtà di quanto non sia in foto. Il cranio di CV 00215 è pressoché completo; più difficile, come ammette Zhao Chuang stesso all’interno di un video, è capire a che livello sia deformato, quindi è stato deciso di riprodurlo uguale al fossile. Diverso è il caso di CV 00216, il cui cranio era rimasto esposto agli elementi e di conseguenza la parte superiore e posteriore è andata persa. La parte restante viene quindi ricostruita – com’è prassi – usando come base CV 00215, ma incrementando la dimensione delle creste nasali e lacrimali. Questo supporta l’interpretazione che vede Dapeng come la forma completamente matura di Dayong. La dimensione delle creste avrebbe potuto però essere incrementata ulteriormente, perché Dong et al., 1983 notano come sulla superficie delle ossa nasali ci siano rugosità che indicherebbero una copertura piuttosto estesa.

Se osserviamo il profilo dei due modelli, possiamo notare che, poco prima del bacino, il dorso si abbassa (anche se è più difficile da percepire in Dapeng per via della posa semieretta). Questo si deve ad un progressivo abbassarsi delle vertebre dorsali. Si parla di una differenza di circa dieci centimetri e altri artisti ricostruiscono Yangchuanosaurus con un profilo più regolare, ritenendo che questo saliscendi sarebbe impercettibile una volta coperto dai tessuti molli. Questo tratto è ipotizzato in Yangchuanosaurus magnus, dato che solo sei vertebre dorsali sono preservate, contro la completezza dell’area presacrale (prima del bacino) di Yangchuanosaurus shangyouensis.

Una delle differenze tra i due modelli è il profilo del bacino: mentre in Dapeng si passa dal bacino alla coda senza stacchi evidenti, osservando Dayong si ha l’impressione di scorgere una gobba alla base della coda. Questo è dovuto ad una differenza di altezza delle spine neurali di vertebre sacrali e caudali, maggiore (sia in senso relativo che assoluto) in Yangchuanosaurus shangyuensis (18 cm tra l’ultima sacrale e la prima caudale contro i 5 cm di Y. magnus). Contribuisce anche la differenza tra la morfologia dell’ileo di CV 00215 e CV 00216, elencati da Dong et al, 1983 come caratteri diagnostici per distinguere i due animali: in Yangchuanosaurus shangyouensis è basso, appiattito e e si assottiglia verso la coda, mentre in Yangchuanosaurus magnus è proporzionalmente più spesso e alto, raggiungendo l’altezza delle vertebre sacrali, e quindi contribuisce a sfumare la differenza.

Solo due Metriacanthosauridae presentano un arto anteriore relativamente completo, e sono ZDM 9011 e CV 00214. Curiosamente, erano stati entrambi assegnati al genere Szechuanosaurus (istituito sulla meraviglia di una manciata di denti…), ma Carrano et al (2012) ha trovato che CV 00214 è un altro esemplare di Yangchuanosaurus shanyouensis (più piccolo sia di CV 00215 sia di CV 00216), mentre ZDM 9011 proviene da strati cronologicamente precedenti ed è stato assegnato ad un’altra specie di Yangchuanosaurus, Y.zigongensis. Altre analisi, però, lo collocano molto più lontano da Yangchuanosaurus, alla base di Tetanurae (Dal Sasso et al. 2018). Dong et al. 1983 presenta solo fotografie di qualità non ottimale degli arti anteriori di CV 00214, ma gli artigli della mano sono descritti come “compressi lateralmente” e “di grandi dimensioni”, tutte caratteristiche che si ritrovano nei modelli PNSO. Y.zigongensis presenta un quarto metacarpale (osso che costituisce il polso, nel palmo della vostra mano ce n’è uno per ogni dito), un carattere scomparso nei tetanuri successivi: probabilmente non è stato rappresentato nel modello per l’ambiguità della posizione di questa specie, oppure lo si intende nascosto dai tessuti della zampa anteriore. Un possibile quarto metacarpale, ridotto e vestigiale, è stato descritto anche in Sinraptor dongi (Currie & Zhao, 1993).

La differenza nella posa tra i due modelli rende difficile apprezzare questo dettaglio ma, per tutto il vantaggio in termini di stazza che Dapeng ha, il femore di Yangchuanosaurus magnus misura solo 10 cm in più di quello di Y.shangyuensis. La parte inferiore della gamba non è preservata in CV 00216, ma – se i rapporti tra gli elementi dell’arto restano simili a quelle di CV 00215 – allora questo significa che durante la crescita le proporzioni di Yangchuanosaurus non restavano costanti e si passava da una forma relativamente slanciata, dalla testa piccola e le gambe lunghe, ad una forma più tozza e massiccia, con un cranio proporzionalmente più grande e gambe più corte (qualcosa del genere si ha in altri cladi di teropodi, specialmente nei Tyrannosauridae). Alternativamente, potrebbe essere una prova a sostegno del fatto che si tratta di specie diverse. Della ragione per cui le code dei Metriacanthosauridae sono ricostruite nella maniera dei modelli PNSO abbiamo già parlato estesamente nella recensione dedicata a “Sinraptor” hepingensis, che vi invitiamo a recuperare se siete interessati.

In definitiva, i due Yangchuanosaurus PNSO rappresentano una notevole aggiunta al crescente numero di dinosauri provenienti dalla formazione Shangshaximiao e fanno la loro figura esposti in coppia, che li si voglia considerare un esemplare giovane e uno adulto oppure due specie diverse dello stesso genere.

BIBLIOGRAFIA

Carr T.D.; Varricchio D.J.; Sedlmayr J.C.; Roberts E.M.; Moore J.R. (2017). A new tyrannosaur with evidence for anagenesis and crocodile-like facial sensory system. Scientific Reports. 7: 44942

Carrano M. T.; Benson R. B.; Sampson S. D. (2012) The phylogeny of Tetanurae (Dinosauria: Theropoda). Journal of Systematic Palaeontology 10, 211–300

Cullen T.M.: Larson D.W.; Witton M.P.; Scott D.; Maho T.; Brink K.S.; Evans D.C.; Reisz R.; (2023) Theropod dinosaur facial reconstruction and the importance of soft tissues in paleobiology. Science. 379(6639):1348-1352.

Currie P.J.; Zhao X.J, (1994) A new carnosaur (Dinosauria, Theropoda) from the Jurassic of Xinjiang, People’s Republic of China. Canadian Journal of Earth Sciences. 30(10), 2037-2081

Dal Sasso C.; Maganuco S.; Cau A. (2018). The oldest ceratosaurian (Dinosauria: Theropoda), from the Lower Jurassic of Italy, sheds light on the evolution of the three-fingered hand of birds. PeerJ. 1 (1): e5976

Dong Z.; Zhang Y.; Li X.; Zhou S. (1978) A new carnivorous dinosaur of Yongchuan, Sichuan. Chinese Science Bulletin 23, 302–304

Dong Z.; Zhou S.; Zhang Y. (1983). Dinosaurs from the Jurassic of Sichuan. Palaeontologica Sinica, New Series C 162(23): 1-136

Gao Y. (1992) Yangchuanosaurus hepingensis – a new species of carnosaur from Zigong, Sichuan. Vertebrata PalAsiatica. 30 (4): 313–324

Gao Y. (1993) A new species of Middle Jurassic Carnosauria from Dashanpu, Zigong, Sichaun Province, Szechuanosaurus zigongensis sp. nov. Vertebrata PalAsiatica 31(4):308-314

Si desidera ringraziare Ivan Iofrida Paleoart e gli utenti del server Discord Jagged Fang Designs KoFi per l’aiuto durante la stesura di questa recensione.

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