TLATOPHULOS: nuovo adrosauride dal MESSICO

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Articolo di Filippo Bertozzo

Il giorno in cui viene presentato un nuovo adrosauro al pubblico, dopo molto tempi di studi e ricerche, è sicuramente di festa. Ma quando viene presentato un nuovo parasaurolofino, perfino con un cranio che rasenta la perfezione, è un giorno da ricordare negli annali!

Questa settimana, la paleontologia mondiale è stata positivamente scossa dalla pubblicazione di Tlatolophus galorum, un nuovo adrosauro proveniente dal Campaniano superiore del Messico. La pubblicazione è di Ramìrez-Velasco et al. su Cretaceous Research.

Questo dinosauro, dalle notevoli dimensioni (si stima una lunghezza totale di 12 metri, con il cranio stimato a 1.79 m), è stato rinvenuto nel 2013 nella Formazione di Cerro del Pueblo, vicino a Presa de San Antonio (Coahuila, Messico settentrionale), e consta del già citato cranio, alcune ossa degli arti e della pelvi, e di una serie vertebrale della coda quasi completa. La descrizione ora pubblicata si rifà al solo cranio, mentre gli altri elementi dello scheletro sono ancora in fase di preparazione e studio.

Tlatolophus significa “cresta della parola” (word crest), rifacendosi alla sua forma a virgola che, nell’iconografia azteca, assomiglia al glifo proprio di “parola”. Galorum, invece, è dedicato a due famiglie locali, Garza e Lòpez: “ga” ricorda Jesùs Garza Arocha che ha incoraggiato la scoperta di questo reperto, e “lorum” è dedicato alla famiglia Lòpez per il loro aiuto durante lo scavo e la loro dedizione alla difesa del patrimonio paleontologico messicano.

Indubbiamente, la caratteristica più impressionante di questo esemplare è la sua cresta, formata dalle ossa premascellari e nasali, con una lieve partecipazione del prefrontale. La cresta ricorda molto quella di Parasaurolophus, sebbene la parte terminale si espanda a formare una sorta di piatto (mentre, ricordiamo, in Parasaurolophus è più tubolare). Gli autori, inoltre, fanno notare la somiglianza tra la forma del nasale, allungato posteriormente ed espanso nella porzione terminale, a quella di Tsintaosaurus, adrosauro cinese divenuto famoso negli anni ‘90 per la sua caratteristica cresta “a palo”, poi cambiata in una forma più circolare. Come sottolineato nello studio, la forma della cresta va a colmare un gap morfologico nell’evoluzione di queste strutture nei Lambeosaurinae (ovvero, quel gruppo di adrosauri con creste craniche “vuote”, contenenti il passaggio delle vie respiratorie). Il nasale, appunto, si allunga ma mantiene una posizione ventrale; il processo nasale del premascellare si estende oltre la zona orbitale (caratteristica presente nella tribù dei lambeosaurini ma persa poi in Parasaurolophus e altri parasaurolophini derivati), e si incurva anteriormente (caratteristica presente in Tsintaosaurus e Amurosaurus, persa poi nei lambeosaurini derivati). La scoperta di una cresta così allargata e incurvata a mò di virgola, differente dalle creste tubolari come Parasaurolophus e da quelle “ad elmetto” stile Corythosaurus, ci suggerisce due scenari evolutivi: 1), le creste a virgola erano presenti all’inizio dell’evoluzione dei Lambeosaurinae, oppure 2) questa morfologia è stata acquisita in maniera indipendente sia in Tsintaosaurus che in Tlatolophus.

La scoperta di un parasaurolophino in Messico estende il range geografico di questo gruppo verso Sud, e si aggiunge alla fauna ad adrosauri locale che consta finora di Magnapaulia, Velafrons e Kritosaurus. Inoltre, l’analisi filogenetica proposta nello studio suggerisce che i parasaurolophini si sono originati in Nord America (contrariamente all’origine asiatica proposta precedentemente da altri autori) da un progenitore lambeosaurino nella metà del Cretaceo Superiore, raggiungendo poi anche l’Asia (Charonosaurus) e l’Europa (Blasisaurus) verso la fine del Maastrichtiano.

Ovviamente la questione non finisce qui. Molto c’è ancora da dire nell’evoluzione dei parasaurolophini, indubbiamente tra gli adrosauri più affascinanti ma anche tra i più rari e misteriosi, ma possibili nuovi ritrovamenti futuri potrebbero aiutarci a capire meglio l’evoluzione e l’ecologia di questi meravigliosi animali!

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