Dinosoldi: come la zecca inglese ha omaggiato i primi tre dinosauri

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La parola dinosauro venne istituita da Richard Owen nel 1841, e la scienza che studia questi e altri animali estinti da tempo, la Paleontologia, è una delle discipline scientifiche più recenti che siano state istituite. Oggi, la nostra conoscenza sul mondo dei dinosauri e della vita passata ha fatto dei notevoli progressi grazie alle innumerevoli scoperte fatte in tutto il mondo nel corso degli anni, e il luogo in cui iniziò l’interesse per questi grandi rettili del passato fu l’Inghilterra.

È proprio qui infatti che vennero ufficialmente descritti i primi tre dinosauri. Nel 2020, per commemorare la scoperta di questi tre dinosauri che aprirono le porte di un mondo fino a quel momento sconosciuto, la Zecca inglese (The Royal Mint), in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Londra, decise di realizzare tre monete speciali che fanno parte della “Dinosauria Collection”, ognuna rappresentante questi tre dinosauri. I disegni sono stati realizzati dal paleoartista inglese Robert Nicholls, una garanzia nel campo della paleoarte, e sono stati fatti secondo le conoscenze più recenti su questi animali.

Il primo dinosauro della storia ad essere descritto fu Megalosaurus, il cui nome significa “grande lucertola”. Questo dinosauro carnivoro vissuto nel Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa, venne descritto nel 1824, e nonostante sia conosciuto da relativamente pochi resti, le stime più recenti fanno pensare a un animale lungo circa 6 metri. Per farci un’idea del suo aspetto, pensiamo a un qualcosa di simile al suo parente Torvosaurus, ma più piccolo, dato che entrambi erano dei Megalosauridi. Molto interessante la scelta di Bob Nicholls di fare Megalosaurus con le piume, una cosa che raramente viene fatta con teropodi Megalosauroidi. Speriamo che in futuro nuove scoperte potranno dare una risposta su ciò che per ora rimane solamente una speculazione piuttosto plausibile.

Il secondo dinosauro che venne descritto è senza dubbio il più famoso dei tre, Iguanodon. Descritto nel 1825, questo grosso Ornitopode è noto soprattutto per via del suo famoso unghione acuminato, usato come difesa contro i predatori e forse anche nelle lotte intraspecifiche. Un’ altra cosa che ha reso questo dinosauro iconico è il modo in cui il suo aspetto è cambiato nel corso dei secoli. Con le conoscenze dell’epoca, il suo aspetto iniziale era simile a quello di una lucertola con un corno sul muso, che si rivelerà poi essere l’unghione, successivamente, grazie all’incredibile scoperta di circa 30 scheletri, molti dei quali completi, avvenuta in una miniera belga nel 1878, il suo aspetto divenne simile a quello di un lucertolone bipede. La forma di quelle vecchie ricostruzioni venne poi usata per creare Godzilla, film del 1954 che non credo abbia bisogno di presentazioni. Con le scoperte fatte negli ultimi decenni ora sappiamo che invece questo dinosauro era quadrupede, ma si pensa che potesse ergersi di tanto in tanto solo su quelle posteriori.

L’ultimo dinosauro è il meno conosciuto dei tre, il corazzato Hylaeosaurus. Descritto nel 1832, questo erbivoro è conosciuto da pochissimi resti, ma nel corso del tempo è stato possibile capire la sua tassonomia. Hylaeosaurus doveva essere lungo circa 5 metri, ed era un Ornitischio come Iguanodon, ma non era un Ornitopode, bensì un Anchilosauro, più precisamente un Nodosauride. Per capire bene questi termini, i Nodosauridi sono anchiloauri che possedevano spesso spine e placche sul corpo come protezione ma non possedevano la famosa mazza caudale dei loro parenti. Per fare qualche esempio, Hylaeosaurus era più imparentato con dinosauri come Edmontonia e Borealopelta piuttosto che con il famoso Ankylosaurus.

Queste monete sono state stampate in due versioni, una con i dinosauri colorati e una senza colori; nonostante le versioni colorate costino di più, vale assolutamente la pena di acquistarle. Ma non finisce qui, sopra ogni moneta non solo sono stati rappresentati i dinosauri, ma sono anche stati disegnati i loro olotipi, insieme al nome di chi li ha descritti e il rispettivo anno, e per rendere il tutto ancora più accattivante, ai lati di ogni dinosauro sono state riprodotte due diverse piante che sono vissute nel loro stesso periodo. Le monete sono ben sigillate con della plastica e inserite all’interno di un piccolo opuscolo di carta che si può aprire e poi chiudere ripiegandolo. Al loro interno sono contenute una serie di informazioni su vari temi: sul dinosauro, sulla paleontologia in generale e sul paleoartista che li ha disegnati, ed è anche presente una confezione di carte che piegandola diventa un apposito contenitore per le monete. Per tutti gli amanti della paleontologia, questa serie di monete è qualcosa di molto particolare, che farebbe una gran bella figura nella collezione di ogni vero paleo nerd.

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