Mesozoic Life Project è un ambizioso progetto multimediale di un team di artisti coordinati da Kevin Miguel (“Blayken”), che mira alla realizzazione di documentari, fumetti e riproduzioni di specie mesozoiche.

In poche specie estinte la fama va a braccetto con il mistero come in Spinosaurus. Solo nell’ultimo decennio abbiamo cominciato a farci un’idea del reale aspetto di questo teropode, che si è dimostrato molto più bizzarro di quanto si potesse prevedere. Salito alla ribalta nel 2001 con il film Jurassic Park ///, nuovi ritrovamenti nel 2014 e poi nel 2020 hanno dimostrato che era in realtà un animale piuttosto diverso da quello visto al cinema. Non a caso, la realizzazione di questo modello ha dovuto adattarsi al progresso scientifico: nelle prime concept art lo si può vedere in una postura quadrupede e con una coda dalla morfologia simile a quella tradizionale per i teropodi, ma le successive e il modello finale sono bipedi e con la coda a forma di pagaia come emerso dal paper del 2020.




Nel modello si può immediatamente notare l’arretramento della narice, caratteristica apparentemente utile per un animale che trascorreva molto tempo vicino all’acqua, ma che potrebbe non riflettere la condizione dell’animale in vita, in quanto quasi tutti gli animali hanno l’apertura della narice posizionata più frontalmente rispetto alla posizione della narice ossea. In alternativa, potrebbe essere un adattamento per rafforzare l’estremità anteriore del muso durante le sollecitazioni dovute al movimento di apertura e chiusura delle mascelle e la lotta con le prede acquatiche. I denti hanno la classica distribuzione a rosetta che si incontra in molteplici predatori di animali acquatici (ad esempio Muraenesocidae, alcuni coccdrilli, plesiosauri, etc). La lingua, corta e spessa, è in linea con un recente paper che suggerisce come la maggior parte dei teropodi potesse avere lingue relativamente poco mobili, simili a quelle dei moderni coccodrilli. La posizione dell’apertura auricolare è corretta (ci sono ricostruzioni che la mettono erroneamente nella finestra temporale).
Sulla mandibola è purtroppo abbastanza evidente una saldatura, eredità di una mandibola articolata poi scartata in fase di produzione. Fortunatamente, il colore aiuta a mascherarla.

La tassonomia degli Spinosaurinae nordafricani è una faccenda complessa, e diversi paper non concordano se si tratti di un’unica specie o di svariate morfologie. Una serie di cervicali è stata identificata con il nome di Sigilmassasaurus brevicollis. Non esiste invece materiale pubblicato sugli arti anteriori di Spinosaurus al di là di ossa isolate, quindi gli arti del modello sono ricostruiti sulla base di specie affini. Il modello si appoggia sulla base sfiorandola con la punta dell’artiglio del secondo dito della zampa anteriore sinistra, una soluzione comune per dinosauri dagli arti anteriori sviluppati. La posa sembra abbastanza stabile e il materiale in cui è stato costruito relativamente rigido, quindi dovrebbe con un po’ di fortuna reggere anche ai mesi estivi, celebre piaga dei modelli bipedi.

Sulle proporzioni di Spinosaurus, una vera sorpresa, è stato scritto a lungo e, in effetti, con il suo corpo lungo e le zampe corte è molto diverso dall’immagine tradizionale di un teropode. Non a caso, prima della versione attuale, questo modello era stato concepito come quadrupede. Negli anni si sono susseguite discussioni circa il fatto che la ricostruzione fosse esatta o meno, che il materiale fosse chimerico, che la morfologia di Spinosaurus fosse davvero questa, e il dibattito è ancora in corso tra differenti scuole di paleontologi. Il discorso esula dagli scopi di questa recensione, ma il modello rappresenta una rappresentazione fedele della ricostruzione che accompagna il paper di Ibrahim et al. (2020) in cui è stato descritto il materiale di FSAC-KK 11888, che ha rivoluzionato l’immagine di questo animale in quanto comprendente gli arti posteriori e la coda dalle alte spine neurali.
La forma stessa della “vela” (in realtà, data da un allungamento delle spine neurali) è controversa, in quanto i principali resti di vertebre dorsali di Spinosaurus (IPHG 1912 VIII 19) appartengono all’esemplare andato perso nel bombardamento di Dresda. Oltretutto, permangono incertezze sulla loro esatta collocazione, con posizionamenti alternativi a quella di Stromer suggerite nel corso degli anni. La morfologia del modello, come detto, ricalca fedelmente quella di Ibrahim et al. (2020). Lo stesso si può dire per la coda, a seconda dell’approccio scelto dai ricercatori, con ricostruzioni che prediligono l’idea che servisse come mezzo di propulsione nell’ambiente acquatico (ie. Ibrahim et al. 2020) e altri che suggeriscono piuttosto una funzione di display (Sereno et al. 2022).

A differenza di altre ricostruzioni, il modello Mesozoic Life Project non mostra gli osteodermi da coccodrillo che molti associano a Spinosaurus, a causa della generale somiglianza. Tuttavia gli osteodermi sono letteralmente ossa (ossificazioni a livello del derma, come alcune delle ossa che compongono il nostro cranio) e, pertanto, avrebbero le stesse possibilità di fossilizzare delle ossa. Contando che sono stati ritrovati nelle specie estinte che mostravano una copertura di questo genere (pseudosuchi, tireofori, titanosauri, xenarti) al momento presente appare improbabile che Spinosaurus ne fosse fornito. Invece, il modello mostra una serie di squame più grandi, rotondeggianti e simili a quelle ritrovate in Carnotaurus, che corrono lungo la coda.

Alcune critiche sono state mosse a questo modello per via della differente estensione della palmatura tra le dita della zampa posteriore destra e sinistra. Tuttavia, negli uccelli acquatici odierni, come le anatre, la palmatura non è una struttura rigida, e può deformarsi o aderire alla pelle a seconda del movimento dell’animale. Non è da escludere che fosse così anche per Spinosaurus, e probabilmente questo era l’intento dietro a questa rappresentazione. Le due zampe, infatti, sono in un momento diverso del ciclo della camminata.

La base raffigura la sponda fangosa di un fiume, un habitat non inverosimile per Spinosaurus. Approfittando della lunghezza degli arti anteriori, il modello poggia con la zampa sinistra ad un mucchio di fango di forma conica. Purtroppo, come è successo per altri brand, la base è stata soggetta ad espansioni e contrazioni durante la lavorazione, e dunque le impronte di Spinosaurus che indicano dove dovrebbe essere collocato il modello non combaciano alla perfezione con le sue zampe. Si tratta comunque di un dettaglio relativamente marginale, considerato che le impronte non sarebbero utili comunque a far stare in piedi il modello, che deve necessariamente reggersi anche sulla zampa anteriore.

Per essere il primo modello di Mesozoic Life Project, la colorazione è particolarmente complessa. Lungi dal sembrare semplicemente grigio, lungo i fianchi, la coda e la vela dorsale sono presenti diverse sfumature. Una curiosità è che le ultime quattro strisce verticali sulla vela dovevano originariamente essere bianche, ma sono state cambiate in corso di produzione quando è stato deciso che l’arancione si uniformava meglio.
In definitiva, lo Spinosaurus Mesozoic Life Project rappresenta un’ottima istantanea delle conoscenze di Spinosaurus negli ultimi anni, e unito al prezzo estremamente competitivo per un modello di quelle dimensioni (misura ben 44 cm, per una scala di 1:18 se lo si considera rappresentare il neotipo e 1:24 se lo si considera rappresentare il rostro di Milano) questo lo rende un pezzo interessante per tutte le collezioni.
