LIOPLEURODON (Recur, 2020)

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Voi avete mai trovato un Liopleurodon nelle buste di plastica che compravate quando eravate piccoli? Io no, ma mi sarebbe piaciuto, soprattutto dopo aver visto il terzo episodio (Le creature del mare) della serie televisiva Il mondo dei dinosauri (BBC, 1999), che ha proiettato questo genere nel podio dei pliosauri più conosciuti al pubblico. A realizzare il mio sogno infantile è Recur, una marca cinese che produce principalmente soft toys, ma che ha fatto parlare di sé per l’ottimo Sinosaurus che ha pubblicato quest’anno. È piovuto come un fulmine a ciel sereno, ma in realtà le avvisaglie che Recur fosse in grado di produrre giocattoli interessanti dal punto di vista scientifico erano già nel suo catalogo: questo Liopleurodon, ad esempio.

Misurato dalla testa alla coda, il Liopleurodon Recur misura circa 30 cm, con un cranio da 7 cm, cosa che lo pone all’incirca in scala… 1:19. Eh sì, perché il vero Liopleurodon era molto più piccolo del mostro visto su WWD: l’esemplare più grande (NHMUK R3536) misura circa cinque metri e mezzo (stando allo skeletal di Dan Folkes), una taglia paragonabile ad uno squalo bianco moderno… o ad Ophthalmosaurus, che difficilmente avrebbe potuto figurare tra le sue prede consuete – almeno da adulto.

A differenza della maggior parte dei soft toys, che spesso si ritrovano appioppati nomi a caso, il Liopleurodon Recur è chiaramente riconoscibile nelle proporzioni, se non come un Liopleurodon (il capo è un po’ troppo piccolo rispetto al corpo), almeno come un pliosauro, con una grossa testa sorretta da un collo relativamente allungato, un corpo robusto e la coda corta. Trattandosi di un animale acquatico, la “smussatezza” tipica dei soft toys è, almeno per la maggior parte, coerente con il probabile aspetto in vita di questo animale, oltre a prevenire danni duraturi se un bambino decide di usarlo come shuriken improprio.

La testa del Liopleurodon Recur ha la forma classica del cranio di un pliosauro, con la regione postorbitale che degrada dolcemente nel muso quando vista di lato, mentre se lo guardiamo dall’alto abbiamo il muso affusolato che si allarga vicino alle orbite. Le narici si trovano nella posizione corretta, poco più avanti degli occhi. Rispettare il conteggio dei denti è chiedere un po’ troppo ad un soft toy, e infatti sono troppo numerosi e uniformi, resi in un unico blocco come nei vecchi Carnegie. D’altro canto, se avessero rispettato la formula dentaria dei pliosauri, con denti conici che hanno un “salto” visibile tra premascellare e mascellare, probabilmente sarebbero stati troppo fragili e pericolosi per questa tipologia di giocattolo. Questo difettuccio nell’accuratezza dei denti viene in qualche modo controbilanciato dal fatto che sono orientati verticalmente: molte vecchie ricostruzioni, e anche lavori più recenti, mostrano questi animali con denti che puntano verso l’esterno, ma in realtà questo è un artefatto della pressione dei sedimenti durante la fossilizzazione, che ha letteralmente “spiaccicato” i crani.

Dopo queste note positive, veniamo a qualche critica che – lo ricordiamo – si tratta di errori che marche ben più blasonate hanno commesso a loro tempo e che, in fin dei conti, stiamo parlando di un soft toy. Per cominciare, sul lato inferiore del corpo sono piuttosto evidenti le saldature: comunque un difetto inevitabile, tenendo conto che il modello (realizzato in vinile morbido e atossico) è cavo e riempito di cotone. Nonostante i pliosauri siano tradizionalmente ricostruiti con un busto a forma di sigaro, essi erano in realtà piuttosto appiattiti dorsoventralmente; non saprei dire se il Recur sia abbastanza piatto, ma sicuramente non è cilindrico come, ad esempio, il vecchio Kronosaurus Carnegie. Torso e collo erano rigidi, quindi probabilmente incapaci della flessione esibita nel modello Recur: con ogni probabilità si tratta, come per la seguente, di una licenza artistica al fine di rendere la ricostruzione più interessante. Iniziando a recensire il modello credevo che fossero state rispettate anche le proporzioni delle natatoie, con quelle posteriori di un quinto più grandi delle alteriori (fornivano infatti la maggior parte della spinta), ma apparentemente questo è vero solo per il lato sinistro: la pinna posteriore destra è di circa mezzo centimetro più corta e comparabile in lunghezza con quella anteriore.

Il modello Recur presenta una pelle fittamente scolpita di grinze e pieghe, molto rettiliana: anche se è di notevole impatto visivo, è improbabile che rappresenti il reale aspetto della pelle di Liopleurodon: siamo in possesso di impronte di tegumento di plesiosauri, e mostrano tutte una pelle liscia con squame rettangolari così piccole da renderle praticamente invisibili – a meno di non trovarsi ad una pericolosa vicinanza con il pliosauro. Non è una sorpresa: i grandi predatori marini attuali, dagli squali ai cetacei, hanno anch’essi la pelle liscia, perché riduce l’attrito con l’acqua che li rallenterebbe durante la caccia.

In compenso, il modello Recur mostra un altro dettaglio che possiamo desumere dalle impronte di pelle: una pinna caudale verticale, composta interamente da tessuti molli. La presenza di una pinna caudale (orizzontale o verticale) è stata discussa fin dall’ottocento ed è una questione complessa che esula dagli scopi di questo blog, tuttavia possiamo osservare come la pinna del Liopleurodon Recur appaia basata sulla ricostruzione di Cryptoclidus di Wilhelm (2010): questa è sicuramente una nota a favore del modello Recur, dato che Wilhelm ha catalogato una lista di tratti che indicano la possibilità di una pinna di questa morfologia, in opposizione a quella a forma di diamante che mostra l’impronta di tessuti molli di Seeleysosaurus (che, purtroppo, potrebbe non essere autentica).

Se un bambino ha visto WWD e desidera assolutamente un Liopleurodon, questo modello rappresenta probabilmente la scelta migliore in commercio, bilanciando un prezzo accessibile, una notevole robustezza e un discreto valore educativo, ma i dettagli della sua anatomia possono renderlo appetibile anche al collezionista adulto… che finalmente può giocare in vasca da bagno con il Liopleurodon di WWD.

Bibliografia:

Wilhelm B. (2010) Novel anatomy of cryptoclidid plesiosaurs with comments on axial locomotion. M.S. thesis, Marshall University, Huntington, West Virginia, 76 pp

markwitton-com.blogspot.com/2021/09/a-tale-of-plesiosaur-tails-vertical.html

L’autore desidera ringraziare l’utente twitter @fishboy86164577, i cui post sui plesiosauri sono stati fondamentali nello scrivere questa recensione

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