HELICOPRION (PNSO, 2021)

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Come ogni estate, la Shark Week è tornata a infestare le programmazioni mondiali. Non potevamo quindi esimerci dal presentare un modellino a tema e, fra le uscite più recenti, Cosa c’è di meglio che un gigantesco squalo preistorico con una sega circolare al posto della mandibola? l’Helicoprion PNSO quindi è davvero perfetto!

…O almeno, lo sarebbe se fosse uno squalo…

Per quanto condividesse molte caratteristiche con gli squali (in particolare i Lamnidae come il Mako e il grande squalo bianco), questo pesce cartilagineo del Permiano era più strettamente imparentato con le Chimaeridae come la chimera elefante, che per chi non non lo sapesse è un pesce abissale con un musetto quasi da coniglio e che raggiunge circa 1 metro di lunghezza. Ben poco a che vedere con Helicoprion, che si stima raggiungesse una lunghezza di 8 metri e SEGASSE IN DUE GLI ELICOTTERI MILITARI! Ah no, scusate, troppe partite a Hungry Shark World

Ad ogni modo, con premesse del genere dovrebbe trattarsi di un animale molto ambito dalle ditte specializzate, e invece le repliche finora prodotte si limitano a miniature, Peluche e pupazzi estendibili di quelli che si trovano in edicola.
L’Helicoprion PNSO è quindi il primo vero tentativo di realizzare una replica realistica e quanto più fedele possibile dell’animale, il che ha di sicuro posto la compagnia nella necessità di recuperare le informazioni necessarie a ricostruire un pesce che, per natura, a parte qualche porzione del cranio non lascia resti ossei dopo la morte, se non in circostanze eccezionali.

Per stabilire la forma del corpo ci si è quindi basati sui resti postcraniali di alcuni eugeneodontidi – l’ordine a cui appartiene Helicoprion- come Caseodus, Fadenia e Romerodus.
Grazie all’analisi di diversi resti trovati in vari stati di conservazione tra cui denti, crani, pinne pettorali e caudali, è stato possibile per PNSO scolpire un corpo fusiforme – più simile quindi a quello degli squali che a quello delle chimere- con pinne pettorali triangolari. C’è un’unica pinna dorsale grande e triangolare senza una spina rigida attaccata ad essa e la pinna caudale è alta e biforcuta con due lobi di uguali dimensioni (omocerca). Questa struttura corporea in fondo è condivisa da pesci come tonni e pesci spada e rettili come gli ittiosauri, ovvero predatori attivi specializzati nella caccia in mare aperto. Basandosi sugli Eugeneodontidi non sono state aggiunte pinne pelviche e anali e, utilizzando Romerodus come riferimento, sono state scolpite ampie chiglie lungo il lato del corpo fino alla pinna caudale. la forma delle pinne è comunque irregolare, con increspature e tagli vari che aggiungono realismo allo Sculpt. Fadenia aveva inoltre cinque fessure branchiali, che sono state scolpite anche in questo Helicoprion.

La testa è ovviamente il marchio di fabbrica di questo animale, e il modellino PNSO ne cattura appieno le particolarità: l’area craniale è attraversata da solchi simili a quelli che si possono vedere nelle chimere, e la bizzarra dentatura è riprodotta seguendo la ricostruzione più aggiornata (Tapanila et al., 2013).

Parlando proprio della dentatura, la mandibola è articolata: per quanto la giuntura risulti visibile e spezzi un po’ lo Sculpt, l’effetto generale è molto più gradevole rispetto a quello del precedente Megalodon e funziona bene sia a bocca aperta che a bocca chiusa, con la spirale che rientra quasi totalmente nell’incavo del palato-quadrato.

L’articolazione ha anche un notevole valore educativo, in quanto permette di mostrare come si ritiene si alimentasse Helicoprion (Ramsay et al., 2014). Studi sulla meccanica di mascelle e dentatura suggeriscono infatti uno stile di caccia basato sulla rimozione delle parti morbide di ammonoidi e nautiloidi dal guscio duro senza bisogno di schiacciare la conchiglia: i denti anteriori si impigliavano alla preda e una chiusura rapida e forte della mandibola trascinava la parte morbida nella cavità orale, di fatto strappandola dal guscio, mentre i denti medi la trattenevano infilzandola e i denti posteriori la spingevano verso la cavità faringea (lo Youtuber DinosDragons ha fatto una dimostrazione in un suo video, a ulteriore conferma di quanto modellini del genere siano utili per parlare di questi animali).

D’obbligo spendere qualche parola sul colore: anche se dalle prime foto sembrava piuttosto blanda, lo schema utilizzato svolge bene la sua funzione di Countershading e l’occhio smeraldino è un piacevole riferimento alle Chimaeridae. Inoltre il corpo dell’Helicoprion ha una sorta di iridescenza verde-viola che ne attraversa tutta la parte superiore: un effetto bellissimo che dal vivo supera ogni macchia o striatura che si sarebbe potuta aggiungere.

Solo il grande RobinGoodfellow_(m) poteva catturare l’iridescenza in un video 360°

Per questa e tante altre particolarità, l’Helicoprion è un vero e proprio gioiello nella già impressionante galleria di modelli PNSO.

Il modello è disponibile su Amazon.com e Aliexpress.

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